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Puglia
Brindisi
Fasano
72015
080
131,72 Kmq
39.431
Piazza Ciaia 23
A 400 metri sul livello del mare, sulla pre-murgia, a metà strada tra la valle dei trulli e le sabbiose spiagge del litorale, la Selva di Fasano si impone come rinomata meta di villeggiatura sin dalla fine del 1800.
Il territorio offre durante i mesi estivi refrigerio a tanti villeggianti, anche grazie alla presenza in parte ancora intatta, di una folta vegetazione a bosco composta da querce, pini e cipressi. La frazione del comune fasanese è impreziosita da eleganti residenze di villeggiatura di cui alcune molto antiche.
La più rappresentativa è il Minareto, fatta costruire nel 1918 dal pittore fasanese Damaso Bianchi rispecchiando le tipiche architetture moresche; è stata donata dalla famiglia alla Regione Puglia per realizzarvi la sede di convegni e mostre legate al mondo dell’arte. Da visitare sono anche la chiesa parrocchiale denominata Trullo del Signore, per la presenza nella sua architettura di tipiche cupole coniche che ricordano i più famosi trulli e la Casina Municipale.
Negli anni sessanta del secolo scorso la Casina, è stata polo di attrazione turistica grazie ai numerosi eventi ivi ospitati, che hanno visto protagonisti i maggiori cantanti e attori della scena nazionale ed internazionale. Nelle vicinanze è visitabile lo Zoo Safari, tra i parchi zoologici più grandi di Italia, peculiare per la sua caratteristica di poter osservare gli animali in libertà in ampi spazi, mediante appositi percorsi effettuati a bordo della propria autovettura.




June 7, 2023
Puglia – Ulivi secolari
maximios Blog
Gli ulivi con la loro bellezza e con il fascino, trasmesso dai secolari tronchi ricurvi, rappresentano la storia della puglia attraverso la loro millenaria presenza sul territorio. Questa tipicità testimonia che gli alberi non sono state piantati, ma innestate, e che la loro posizione è ancora quella decisa dalla natura.
Simbolo della flora dell’intera regione è l’ulivo, che dal Tavoliere fino al basso Salento caratterizza il territorio attraverso distese sterminate che si perdono all’orizzonte. Le primordiali coltivazioni di ulivo, furono il frutto del disboscamento di tutti gli alberi presenti meno che gli olivastri selvatici che furono innestati. Questo tipo di coltivazione è presente soprattutto nelle campagne monopolitane dove l’andamento delle piante non segue uno schema predefinito ma sono poste dove capita.
In altre zone soprattutto nei pressi di Fasano troviamo altre caratteristiche: gli alberi dai tronchi giganti, che la natura a trasformato nel tempo in delle vere e proprie sculture, sono allineati tra loro tutti a 18 metri l’uno dell’altro (60 piedi romani). Le piante sono state messe a dimora, secondo le indicazioni del RES RUSTICA il primo trattato di agronomia di di Lucio Giunio Moderato Columella nato in Spagna e contemporaneo di Gesù.
Le principali varietà diffuse nella nostra regione si possono considerare autoctone, perché si sono nel corso dei secoli adattate alle caratteristiche del terreno e del clima del nostro territorio, realizzando una selezione naturale che le ha rese resistenti ai parassiti, garantendo una elevata resa olearia.
La maggior parte delle varietà prodotte fanno capo alla famiglia delle Ogliarole, che hanno preso la denominazione dal territorio in cui sono coltivate (Ogliarola barese, Cima di Bitonto, Paisana, Cima di Mola e Ogliarola salentina). Altre varietà sono la Peranzana, la Coratina e la Cellina di Nardò. Gli uliveti di Puglia rappresentano il più antico raggruppamento di esemplari di piante, con la maggior presenza al mondo di esemplari millenari. La maggior concentrazione di questi storici uliveti è situata tra le provincie di bari e brindisi dove a ridosso della via Traiana ( che da Roma portava al porto di Brindisi ) la cultura olivicola ha sin dall’epoca romana promosso lo sviluppo di numerosi insediamenti abitativi e di centinaia di frantoi ipogei dove si trasformavano in olio le olive raccolte dagli alberi monumentali.